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Cooperazione economica

 

Cooperazione economica

 RELAZIONI ECONOMICHE E COMMERCIALI

Le relazioni commerciali tra l’Italia e il Principato di Monaco sono sempre state particolarmente intense. Monaco rappresenta un mercato di snodo importante dei prodotti italiani anche grazie alla vicinanza geografica ed agli stretti rapporti sociali e culturali esistenti tra i due paesi. Sulla base degli ultimi dati pubblicati dall’IMSEE, anche nel 2019 l’Italia si è riconfermata il primo partner commerciale del Principato di Monaco, seguita dalla Germania e dalla Svizzera.

Nel 2018, l’interscambio commerciale bilaterale è stato pari a 657,8 milioni di euro, ma lo scorso anno ha segnato un incremento ancora maggiore, raggiungendo la cifra record di 1018 milioni di euro; le esportazioni e le importazioni monegasche verso l’Italia sono infatti aumentate rispettivamente del 44.2% e del 39.3%. Ciò ha portato un attivo della bilancia commerciale a favore dell’Italia di 614 Ml di euro, cifra che rappresenta più della metà dell’interscambio complessivo. I settori principali che hanno fatto segnare la più alta crescita delle esportazioni sono quelli della produzione di macchinari, e di attrezzature e materiali per il trasporto, in particolare in ambito navale.

TABELLA Interscambio commerciale Italia-Principato di Monaco 2019

Una parte consistente degli scambi con l’Italia si concentra nei settori dell’industria dei trasporti e della cantieristica navale (nautica da diporto), enogastronomia, design, innovazione tecnologica e del lusso. Si riporta una tabella relativa alle maggiori voci delle importazioni ed esportazioni italiane da e verso Monaco relativa al 2019.

In costante crescita è il numero di lavoratori frontalieri italiani, essenziali per l’economia del Principato di Monaco, che ogni giorno raggiungono Monaco per svolgere le loro professioni, prevalentemente nei settori turistico, commerciale, industriale e artigianale, dell’edilizia e dei servizi. Secondo gli ultimi dati diffusi nell’aprile 2019 dal “Département pour les Affaires Sociales et la Santé” i lavoratori italiani nel Principato di Monaco sono 7.816, di cui 4.222 transfrontalieri, quasi 1.400 residenti nel Principato, circa 900 nei comuni limitrofi francesi e più di 1.000 negli altri comuni francesi. Giova ricordare che l’imposizione fiscale sui redditi dei lavoratori dipendenti italiani nel Principato di Monaco (ma anche in Francia) è disciplinata dalla legislazione italiana, contrariamente alla direttiva dell’UE, secondo la quale i redditi prodotti all’estero devono essere tassati nel Paese di accoglienza. Nel maggio 2011 è stata raggiunta una soluzione all’annosa questione della assistenza sanitaria dei lavoratori frontalieri, sulla base di una più estesa interpretazione dell’art. 10 della Convenzione bilaterale sulla sicurezza sociale del 1982: ai lavoratori frontalieri italiani è ora consentito di poter beneficiare delle strutture sanitarie monegasche, oltre che in caso d’urgenza, anche per esami e visite a livello specialistico.

INVESTIMENTI ITALIANI NEL PRINCIPATO DI MONACO

Le aziende italiane hanno un peso rilevante nel tessuto economico monegasco dove risultano iscritte oltre 1600 società amministrate da italiani. Esse svolgono un ruolo di primaria importanza nel Principato e sono attive prevalentemente nei seguenti settori: farmaceutico, alimentare, alberghiero, ristorazione, immobiliare, costruzioni, cantieristica navale, servizi di intermediazione e trading internazionale, enogastronomia, sport, design, moda, arte e automobilismo. Tra queste si segnala il Gruppo Es-Ko (progetti di cooperazione, logistica, fornitura equipaggiamenti e approvvigionamenti alimentari, assistenza a forze armate impegnate in missioni di pace in strutture e contingenti ONU e NATO), Il Gruppo Ferrero (settore dolciario), la Silversea Cruiser (crociere di lusso), il Gruppo Marzocco e la ENGECO (costruzioni), il Gruppo Giraudi (distribuzione carne e ristorazione), la Frimo (settore alimentare), la V Ships, la d’Amico Ship, la Palumbo (marittimo), le Assicurazioni Generali (assicurativo).

Quanto al settore bancario, si registra la presenza di alcuni istituti connessi al sistema italiano, che operano sia direttamente che tramite partecipazioni in istituzioni finanziarie di diritto monegasco. Tra queste la Compagnie Monégasque de Banque - CMB (Mediobanca), fondata nel 1976 su iniziativa della Banca Commerciale Italiana, e la “Banca Popolare di Sondrio”.

Si segnala in particolare la presenza di numerose aziende italiane nel settore delle costruzioni e dei lavori pubblici. Esse collaborano con società monegasche e francesi per la realizzazione di opere e progetti infrastrutturali. Interessanti opportunità d’investimento si profilano nei seguenti settori: green technology; - ambiente; - sanità; - ingegneria; nonché possibili agevolazioni per la costituzione di start-up. In corso un vasto piano di riabilitazione urbanistica, comprensivo del grande progetto di estensione in mare nell’area del Portier i cui lavori proseguiranno per ancora un lustro. Tale piano guarda necessariamente all’Italia per la manodopera specializzata, le forniture di materie prime, gli arredamenti di lusso e le tecnologie.

Il grande progetto, denominato “Estensione a Mare”, insiste nell’area centrale di Portier ed ha già fatto acquisire al Principato 6 ettari di terreno conquistato al mare, porzione equivalente al 3% dell’intero territorio monegasco.
Dopo un anno e mezzo di lavori sottomarini, quasi invisibili al pubblico poiché consistiti nel dragare i sedimenti dei fondali antistanti l’area compresa fra i quartieri di Speluges e Larvotto, il cantiere, che ha da subito dimostrato una grande attenzione alla protezione ambientale, vive adesso una nuova e più complessa fase. Da aprile 2018 è iniziata la costruzione della piattaforma (opera del valore stimato in 1 miliardo di euro) sulla quale verrà edificato il nuovo e certamente più ambizioso complesso residenziale di lusso, che sarà completato entro il 2025.

Speciali imbarcazioni hanno trasportato tonnellate di materiali, blocchi di pietra calcare e sabbie miste a detriti di costruzioni che sono stati successivamente compattati per poter accogliere gli enormi cassoni sottomarini, (18 in totale), alti ciascuno 26 metri e del peso di 10.000 tonnellate che costituiscono la cintura protettiva del nuovo quartiere. I 18 cassoni sono stati prodotti a Marsiglia, mentre l’impresa francese che sta realizzando il progetto, la Bouygues Travaux Publics, ha appaltato lavori a diverse imprese, fra cui alcune italiane, per il trasporto dei materiali o la produzione di blocchi di pietra calcare che proviene da Piombino o di sabbia di origine siciliana.

Dopo che sono stati posizionati sul fondale i cassoni di acciaio, è stata eretta l’imponente cintura protettiva; da questa primavera é iniziata la costruzione dei piloni di cemento di 2 metri di diametro che verranno posti in armature di acciaio; entro il 2022 la piattaforma sarà conclusa e dal 2023 inizieranno le costruzioni in superfice; un porticciolo, l’estensione (di 100.000 mq) del Centro Congressi del Grimaldi Forum, palazzine ed uso abitativo, alcune grandi ville, negozi, ristoranti e spazi pubblici, un progetto cui ha parzialmente contribuito l’Architetto Renzo Piano, che verrà realizzato dai due principali gruppi monegaschi di costruzioni, JB Pasteur ed Engeco, controllato dalla famiglia Casiraghi, che si avvale della collaborazione operativa del Gruppo Pizzarotti di Parma.

 INVESTIMENTI MONEGASCHI IN ITALIA

Il Principato di Monaco sta pianificando da tempo un programma di investimenti in Italia nel settore ambientale, portuale ed industriale. Merita in particolare menzione il progetto che interessa il Porto turistico di Ventimiglia.
Il contratto è stato firmato il 6 dicembre 2016 e prevede la realizzazione del Porto di Ventimiglia che accoglierà 171 Yachts di dimensioni tra 6 e i 60 metri, un cantiere navale ed un centro commerciale di 3800 mq con 400 parcheggi. La Società Cala del Forte ha ceduto alla Società portuale di Monaco la concessione per 80 anni del Porto di Ventimiglia per un valore di 80 milioni di euro. Tale intesa, consentirà al vicino territorio ligure di beneficiare di un flusso internazionale di natanti di alto livello, portando vantaggi esponenziali per il settore turistico e per tutto l’indotto, con ricadute rilevanti nei settori dell’impiego di manodopera qualificata. L’inaugurazione del Porto è fissata al 2 luglio 2021; mentre l’8 marzo 2021 è stata già presentata la nuova imbarcazione che collegherà il Porto di Ventimiglia e quello di Monaco in soli 12 minuti, con servizio riservato ai proprietari delle imbarcazioni.

 PRINCIPATO DI MONACO – PRINCIPALI INDICATORI MACROECONOMICI

Le ridotte dimensioni del territorio (poco più di 2 kmq) e la collocazione all’interno dell’area doganale francese non fanno rientrare il Principato di Monaco negli ordinari parametri economici, alcuni dei quali non sono per questo rilevabili. Gli ultimi dati resi noti dall’Ente di Statistica Monegasco (IMSEE) mostrano un contesto economico sempre dinamico e in continua evoluzione. Il prodotto interno lordo monegasco è salito a 6,09 miliardi di euro nel 2018 dopo aver raggiunto, l’anno precedente, i 5,68 miliardi di euro, con una variazione positiva del 6,1%. In aumento anche il reddito pro-capite annuo a prezzi correnti che ha raggiunto i 70 881€.

TABELLA indicatori macroeconomici


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